ABOUT:BLANK project was born in Bologna in 2012 from the desire of four young musicians to the first experiences: Enrico and Mark founded the band and in the space of a few months Ambro and Raul joined the band.

After a few years spent between the rehearsal composition stage and the first live concerts, and a long search for a second guitarist, in 2015 Mazzio joined the band and it’s the beginning of a collaboration with NUKE CREW, a reality formed by other Bolognese bands.

The band enters in the studio and records its first album, “Random Rock” which will officially be released in 2017, completely self-made.

From 2016 onwards the band continues to working in parallel between concerts in Bologna and further work in the studio: after over 30 lives on stage and more than 200 albums sold, the band increases its artistic awareness and decides to change direction on the progressive rock / progressive metal world, leaving behind their big hard rock influence.

Their new album will be released by Too Loud Records/ WormHoleDeath in 2019 with the announce of the genre change.

REVIEWS-Anthology Of A Cave

…sano ed genuino prog rock dalle attitudini moderate ma anche estremamente riflessive; il clean piacevole anche all’ascolto va ben a diffondersi tra le soavi note protese a realizzare contesti rilassanti e immaginarie ambientazioni in cui chitarre acustiche e una ritmica particolarmente d’effetto fanno tutto il resto…70/100
http://www.metalwave.it/recensione.php?id=9245

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…Les mélodies et les riffs, à défaut d’être originaux, nous montrent toutefois un réel potentiel et un bel avenir. Un titre comme «Mirror Montain» témoigne d’un sens de la mélodie, confirmé également sur «The Cave» qui débute par une mélodie acoustique pour partir sur des riffs métal dignes d’un Fates Warning…
21/01/2020
https://www.facebook.com/progcensor/
3,5/5
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…Inoltre si apprezza anche un animo molto acustico che in diversi momenti si pone come marchio di fabbrica della band ma la quale non abbandona completamente l’elettrico e questa commissione ci affascina: se l’uno avesse prevaricato sull’altro si sarebbe a parer nostro ristretto il target di questo lavoro, in questo modo invece si fa apprezzare da ascoltatori diversi e per molti potrebbe risultare, oltre che un piacere all’ascolto anche una fonte di insegnamento su come concepire musica non banale ma comunque trasversale in quanto a gusti. Una missione riuscitissima a cui pochissime band sono in grado di ambire. Complimenti!
7,5/10
http://www.rockgarage.it/?p=84742

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..I pezzi trattano temi differenti, ma tutti sempre con lo stesso approccio tetro, quasi pessimista: “Ro-both” e la crisi ontologica della vita (e non vita) artificiale, “Giants” come sberla autocritica all’egoismo e all’essere egomaniaci («We are beings devouring our own»), fino ad “Autoimmune Disease” e il suo paragone con qualcuno che ci guarda mentre ci distruggiamo da soli…
ARISTOCRAZIA WEBZINE
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…Ogni traccia (specialmente quelle maggiormente sviluppate in termini di durata), è un continuo susseguirsi di suggestioni, di umori, di sentimenti che riescono ad avvincere e colpire l’ascoltatore…4/5
https://bit.ly/38ZMBRh